Cattedrale di San Giuseppe: monumentale organo con 1882 canne

Cattedrale di San Giuseppe: monumentale organo con 1882 canne

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VASTO – Dal 2002, la Cattedrale San Giuseppe di Vasto ha un nuovo organo a canne, costruito dalla Bottega D’Arte Organaria di Ponziano Bevilacqua di Torre de’ Nolfi (Aq). La stessa che aveva realizzato, nel 1979, il precedente organo a trasmissione elettrica. Ma in questo caso  a fornire l’organo, fu il papà di Ponziano, Eligio Bevilacqua, comm. dell’Ordine di San Silvestro Papa, fondatore della
Bottega d’Arte Organaria.
Sono 1882 le canne montate nel nuovo monumentale organo disegnato e costruito nella composizione fonica da Ponziano Bevilacqua (purtroppo scomparso a dicembre 2014).
La “voce del vento” è espressione del suono dell’organo, eco celeste che affascina e rapisce, ma è la
conquista della tecnica moderna che consente di catturare il vento spingendolo nel cavo delle canne per ottenere echi di grande suggestione. Nel 2002 durante la cerimonia di benedizione e inaugurazione, nel suo intervento l’Arcivescovo di Chieti-Vasto.Mons. Edoardo Menichelli, ha rilevato che la composizione di un organo corrisponde ad una comunità di fedeli che, nelle molteplici espressioni, innalzano al ciclo le voci delle loro preghiere, osannando la gloria dell’Eterno. Anche il Parroco della Cattedrale di San Giuseppe dell’epoca, Don Giovanni Pelliciotti, che ha voluto l’artistica realizzazione, ha detto che l’organo “è lo strumento proprio della Chiesa e la sua sonorità pastosa, prodotta in maniera naturale con una varietà di timbri e voci, è l’interprete del sentimento religioso del popolo cristiano, aiuta la preghiera individuale e comunitaria, arricchisce di splendore la liturgia, riempie di pace e intima, indicibile gioia l’anima inquieta dell’uomo e per un momento si pregusta la delizia del paradiso”.

Alla cerimonia di inaugurazione del 2002 parteciparono numerose autorità, tra cui l’on. Remo Gaspari, l’on. Arnaldo Mariotti, l’Assessore Provinciale Giacinto Mariotti, l’Assessore Comunale di Vasto Avv. Nicola Mastrovincenzo, il dirigente l’Ufficio dì Commissariato di P.S. dr. Fiorindo Di Lorenzo, il Comandante la Compagnia dei Carabinieri di Vasto, Capitano Massimiliano Maccaroni, esponenti della cultura e del giornalismo che hanno voluto testimoniare, insieme al folto pubblico, il consenso ed il plauso per la realizzazione di una così importante opera.

L’organo a canne, costruito dalla Bottega d’Arte Organaria di Ponziano Bevilacqua, è il 76° della serie, ha 1882 canne e pesa 70 quintali. Ma la ditta Bevilacqua vanta la costruzione di ben 350 organi, sparsi in tutto il mondo, da quando, cioè il nonno di Ponziano iniziò ad interessarsi, prima come organista, poi come restauratore. Un’arte che trasmise al figlio Eligio, emigrato in USA per perfezionarsi, tanto che acquisì la capacità, non solo di restaurare, ma di costruire organi. Rientrato in Italia negli anni ’20, continuò questa attività, divenendo anche maestro del figlio Ponziano.

I materiali impiegati nella realizzazione dello strumento come è nella tradizione della Bottega, sono di ottima qualità. I somieri, le stecche e le false stecche in legno di frassino; i ventilabri in legno di sequoia guarniti di feltro e pelle di agnello bianco scamosciato; le tastiere ricoperte con legno di bosso ed ebano, con frontalini a chiocciola; i pomelli dei registri in teck, la pedaliera concavo-parallela in rovere di Slavonia, i pedali cromatici ricoperti in ebano. Il sistema trasmissivo è del tipo meccanico sospeso per le tastiere, di rimando per la pedaliera, l’inserimento dei registri avviene elettricamente. Le canne in metallo sono in lega di piombo e stagno (52% per le canne interne 83% per quelle di facciata). Lo strumento annovera molte canne in legno, il Flauto Malese 8′; il Flauto a camino 8′; il Basso 8°; il Piantone 8′ in abete cadorino di primissima scelta. L’intera cassa di risonanza (6 metri larghezza; 7 metri altezza; 2 metri profondità) è stata realizzata con l’impiego di 12 mc. di massello di rovere di Slavonia verniciato al naturale. Lo strumento, concepito nella logica dei criteri del werkprinzip, oltre al comando meccanico, può essere azionato anche elettricamente, mediante l’apporto di una consolle, posizionata nel transetto destro, portante i comandi elettrici. I due comandi indipendenti (meccanico ed elettrico) sono corredati da 256 memorie elettroniche a pagine (8 x 32). La consolle elettrica è dotata della tecnologia MIDI, che permette di registrare e riprodurre le esecuzioni.

Giuseppe Catania