Tesori spirituali nella storia della Concattedrale per un cammino di speranza

Tesori spirituali nella storia della Concattedrale per un cammino di speranza

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VASTO – In occasione della giornate di studio e di riflessione svoltesi presso il Liceo Pàntini – Pudente, dal titolo Un’idea per Vasto, l’Arcivescovo Bruno Forte ha trattato il tema La Speranza cristiana: un’idea per Vasto?

Dalla sapiente e significativa relazione svolta dall’Arcivescovo emerge la Concattedrale di San Giuseppe come scrigno di tesori culturali e spirituali da rivalutare, per riscoprire l’identità di un luogo nello slancio verso l’incontro- confronto fra culture diverse all’insegna del dialogo e della pace.

L’ Arcivescovo ha delineato  quattro figure rilevanti  legate alla città di Vasto, che hanno contribuito a rendere proficuo l’incontro tra quattro poli geografici: l’Oriente e l’Occidente, il Nord e il Sud d’Europa.

I primi due personaggi presentati, il Beato Angelo da Furci e Michele Greco da Valona, sono incastonati come gemme preziose nella storia della Chiesa di San Giuseppe.

Il Beato Angelo, nato nel 1257 a Furci, si formò a Vasto nel Convento degli Agostiniani, che aveva la sua sede proprio nell’attuale Concattedrale e qui visse la prima tappa decisiva per la sua vocazione e la sua professione religiosa, emessa nel 1280. Il Beato studiò a Napoli e a Parigi per poi divenire maestro di Teologia nella città partenopea. La sua vita, caratterizzata dallo studio della Sacra Scrittura e dalla formazione dei giovani, offre la possibilità di riscoprire l’anima più bella della città, quella nutrita da un profondo legame alla rivelazione biblica e dal desiderio di formare i giovani, la quale potrà favorire “occasioni e luoghi di conoscenza biblica e cultura teologica”

Nella Concattedrale di San Giuseppe emerge un’altra testimonianza caratterizzante l’identità della città: Il trittico di Michele Greco da Valona risalente al XVI secolo. In esso si nota la centralità di Cristo e della Vergine Madre tra due figure significative che coniugano la sapienza e l’operatività pastorale: Santa Caterina d’Alessandria e San Nicola di Mira; la prima, patrona dei filosofi e dei teologi, donna dotta e sapiente, segno di speranza per un mondo femminile ancora da valorizzare; il secondo, simbolo della carità pastorale vissuta nel servizio episcopale.

Esponendo inoltre le figure di Filippo Palizzi e Gabriele Rossetti, l’Arcivescovo ha invitato a “riscoprire la profonda anima cristiana della identità di Vasto per offrire ai suoi abitanti e ai tanti ospiti e visitatori un messaggio capace di generare comprensione, dialogo, rispetto e pace fra culture e identità diverse, al servizio del bene di tutti e della crescita in umanità del moderno villaggio globale”.

Radicata nella speranza cristiana, l’idea per Vasto, presentata dall’Arcivescovo Bruno Forte, è stata accolta dalla dirigente scolastica Maria Luisa Di Mucci, dai docenti, dai giovani studenti, che si sono posti in proficuo dialogo, dal sindaco Francesco Menna, dal vicesindaco Giuseppe Forte, dal parroco don Gianfranco Travaglini.

Anna Rita Savino